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| Una miniera
per lEuropa
La premessa di Liliana Barroero mostra la via di una nuova considerazione
storiografica della presenza e della diffusione della cultura romana nel
mondo europeo e non solo, nella seconda metą del 700. La cittą di Roma offriva il
« natural ritratto della magnificenza
antica» ed era il luogo in cui attraverso le statue, le copie e gli originali
presenti nelle grandi commissioni, religiose e profane, si imponeva al resto del mondo lo
spirito della sua scuola e la tradizione di un passato grandioso. Uno degli strumenti a
disposizione per connotare di dati pił precisi lentitą del fenomeno, era misurare
lincidenza dellesportazione di oggetti darte moderna.
E a questo tema dedicano un saggio molto corposo Susanne Adina Meyer e
Serenella Rolfi Oz”vald, Le fonti e il loro uso: documenti per un atlante della
produzione artistica romana durante
il pontificato di Pio VI.
La fonte primaria sono le licenze desportazione richieste
dallamministrazione per consentire lesodo delle opere al di fuori dei confini
pontifici. Le leggi del tempo distinguono fra arte antica e moderna, e diversificano i
provvedimenti necessari, la tutela per la prima e il sostegno del mercato per la seconda.
Ma lanalisi dei risultati provenienti dalle licenze č stata integrata con quelli
derivati da altre fonti, la letteratura artistica contemporanea in primo luogo. I
meccanismi concreti delle ricognizioni, i personaggi che regolano tali meccanismi, le
esposizioni delle opere sulla scena romana prima della loro partenza, gli illustri
visitatori presenti sulla scena, lattivitą di mediatori e banchieri, sono
altrettanti tasselli preziosi per la ricostruzione di quel movimentato panorama. Questo
porta felicemente anche allidentificazione di numerosi dipinti e consente, anche in
caso di perdita degli oggetti, di far vivere la memoria dei temi pił in voga o delle
tipologie di manufatti. Se si conferma la fortuna del soggetto Amore e Psiche, appare meno
scontata la grande richiesta di sculture per i monumenti funebri o per altari e
deser , prodotti di «lusso » per i nuovi arredamenti al di lą delle Alpi.
Le stampe e i disegni godevano grande fortuna collezionistica ma non di
altrettanta attenzione alle frontiere, come dimostra il saggio di Sonia Amadio, Un
episodio di mancata tutela:
lesportazione di disegni e stampe.
Carla Mazzarelli approfondisce il tema delle copie: « Quadri moderni copiati dalli pittori viventi ». Dipingere ed esportare copie
fra XVIII e XIX secolo, facendo riemergere una serie di copisti di professione, spesso con
la loro bottega e attivi in modo particolare per il mercato estero e offre uno spaccato
sulla ricchezza di opere che si offriva nelle quadrerie private, segnalando i danni che
alle opere derivavano proprio dallesercizio di quellattivitą.
Lo sguardo di Maria Cecilia Mazzi si appunta, invece, prevalentemente
sullarte antica. I numerosi viaggiatori che avevano come meta il Foro Romano
coglievano lo scarto fra la fama del luogo e lincuria a cui era abbandonato,
facendone metafora di ogni declino delle grandezze passate. Ad esso si contrappone la
costruzione del Museo Pio Clementino, sede del grandioso museo di statue con il quale si
vuole stupire il mondo internazionale. Si deve guardare al panorama europeo se si vogliono
seguire le sorti di oggetti che prendono il volo da Roma, con o senza licenza, per andare
in Inghilterra prima ed in Francia poi, con percorsi e modalitą differenti. Mentre Roma
perde molti dei suoi pezzi pił importanti che non si trovino al riparo delle mura di un
museo, a Londra critici ed artisti corrono a vedere larrivo dei grandi dipinti
italiani nelle sedi dei grandi mercanti. Alcuni diari, di artisti o di mercanti, ci aprono
le porte di quel mondo, sollevano il velo sulle discussioni in materia di restauro e di
allestimenti, segnalano gli eventi quali larrivo del Bacco e Arianna dalla collezione
Aldobrandini.
Laltro modello che simpone č il Louvre. Dopo la caduta di
Napoleone molti oggetti tornano alle sedi di provenienza, alcuni dei dipinti umbri sono
trattenuti a Roma contro il parere di Carlo Fea per figurare nella Pinacoteca Vaticana. Le
due esperienze di Londra e Parigi hanno impresso un segno definitivo alla creazione di
musei di proprietą e con finalitą pubbliche. In tutta Europa ormai sorgono musei la cui
radice affondava nel mondo romano della classicitą, nella res publica, ora divenuta
nazione .
Il volume ha potuto usufruire di un contributo del Ministero per i Beni e
le Attivitą Culturali - Direzione Generale per i Beni Librari, gli Istituti Culturali ed
il Diritto dAutore.
MARIA CECILIA MAZZI -
SUSANNE ADINA MEYER - SERENELLA ROLFI OZVALD - SONIA AMADIO - CARLA MAZZARELLI, Una miniera per lEuropa,
Istituto Nazionale di Studi Romani, Roma 2008, 8o, pp. XVI-192, figg. 38, 30,00. Sconto del 40% agli Iscritti
allIstituto. |
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