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Novità editoriali

Santa Maria di Grottaferrata e il cardinale Bessarione.

Fonti e studi sulla prima commenda.

"Il millenario della fondazione dell’abbazia di Grottaferrata" evidenzia Maria Teresa Caciorgna nella Premessa del volume "ha offerto l’occasione per la pubblicazione di questo volume che presenta la documentazione, esistente nell’archivio dell’Abbazia di San Nilo e in altri istituti, relativa al governo del primo abate commendatario, il cardinale greco Bessarione, che ebbe inizio il 28 agosto 1462 e terminò il 18 novembre 1472, giorno della morte del cardinale. Rivolto inizialmente all’edizione della Platea – l’inventario dei beni immobili del monastero – composta verosimilmente nel primo anno di regime commendatizio dall’arcivescovo Niccolò Perotti su mandato del cardinale, il lavoro è stato esteso a comprendere un corpo di atti di grande rilevanza per la gestione e amministrazione del patrimonio abbaziale, al fine di offrire una documentazione quanto più completa dell’attività amministrativa di tutto il decennio 1462 – 1472. In questo periodo la vita del monastero e la gestione dei suoi beni risentirono positivamente dell’attivismo del cardinale commendatario.

Il cardinale Bessarione, natione grecus, era stato individuato dal pontefice Pio II come il personaggio più idoneo ad assumere la commenda di un monastero di rito greco ma intimamente legato e direttamente dipendente dalla Santa Sede romana, come mostra, ad esempio, il fatto che l’abate di Grottaferrata partecipava della famiglia pontifici certamente nel Duecento e fino al pontificato di Bonifacio VIII.

Il Bessarione si presentava come il campione dell’unione della chiesa greca con quella latina. La sua tempra spirituale e morale, il vivo interesse per gli studi greci e latini perseguiti con ricerche e approfondimenti continuati, la strenua difesa di fronte al pericolo turco, l’indiscusso prestigio di cui godeva, ne facevano la personalità di spicco per realizzare nel monastero il rinnovo e la rivitalizzazione delle condizioni materiali e morali dell’intero complesso. Nonostante i molteplici incarichi, anche questo impegno fu assolto con la consolidata esperienza, e quale documento dell’attività amministrativa e organizzativa sono rimasti l’inventario dei beni immobili, l’inventario degli oggetti presenti nel monastero al momento della presa di possesso comprendenti i libri e i doni che lo stesso cardinale aveva fatto al monastero e, infine, un codice con la documentazione relativa all’amministrazione.

L’opera di rinnovamento del patrimonio abbaziale, iniziata con la compilazione di un accurato registro dei beni, il rinnovo dei contratti scaduti ed il recupero delle terre incolte, interessò anche il rinnovo delle strutture edilizie e soprattutto degli edifici abbaziali. Essi furono oggetto di restauro e di ricostruzione con l’aggiunta di nuovi corpi: a testimonianza di questa attività sono conservati alcuni contratti con maestranze edilizie, che forniscono quindi uno spaccato sull’attività edilizia nel territorio romano.

Il volume si compone di diverse parti opera di autori diversi e il reperimento di un’ingente mole di documenti ha consentito di concentrare l’attenzione sul territorio" fornendo quindi un volume di importanza strategica per gli studiosi.

Santa Maria di Grottaferrata e il cardinale Bessarione. Fonti e studi sulla prima commenda, a cura di Maria Teresa Caciorgna, Istituto Nazionale di Studi Romani, Roma 2005, pp. X-456, figg. 6, tavv. 6. E. 60,00. Sconto del 40% agli Iscritti all’Istituto.