PRIMA DELL’ELETTRONICO, PRIMA DEL DIGITALE
A corollario dell’esposizione di documenti d’archivio, è parso opportuno raccogliere solo una parte delle attrezzature per il lavoro che sono conservate presso l’Istituto e che testimoniano un passato laborioso e svolto da moltissimi impiegati, anche destinati a progetti di una vastità che oggi pensiamo facilmente affrontabile ma che, rapportati all’epoca in cui vennero pensati e realizzati, hanno richiesto notevoli sforzi organizzativi. Si è deliberatamente scelto di limitare l’esposizione a macchine risalenti ai primi decenni dalla fondazione dell’Istituto, tralasciando, fatto salvo un caso [bacheca 4], quanto utilizzato dagli anni Cinquanta in poi poiché si tratta di esempi più afferenti ad un immaginario collettivo e, nei casi più recenti, patrimonio di tutti. Decenni, quelli presi in esame, della prima stagione florida e fiorente che vide l’Istituto in prima linea nella diffusione degli studi su Roma e nella progettazione di quelle che oggi chiameremmo banche dati, e che allora erano invece affidate a dattiloscrittura, laddove non al manoscritto.
di Letizia Lanzetta, in Documenti e materiali per la storia dell’Istituto Nazionale di Studi Romani (1925-2025), Roma, Istituto Nazionale di Studi Romani, 2025, pp. 149-154
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